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Voce del pellegrino:
Pastore, siamo
pellegrini di Grumo che vogliono andare
a venerare la Madonna di Mellito, vuoi condurci tu al santuario?
Pastore:
Volentieri.
Raduniamoci qui dove comincia la via della Selvella,
davanti alla cappella di San Michele, molto antica. La data sull’architrave
un po’ cancellata dal tempo dice: A. D. 1692. Sull’altare, all’interno c’è
una data molto più antica: 1600. Quanta gente è passata di qui per andare a
Mellito: giovani, anziani, contadini, signori, le loro donne, bambini,
pellegrini... ognuno con storie diverse. Una volta non c’erano le automobili
o i
trattori, che non ti danno tempo di fermarti, di farti un segno di croce. Si
andava a piedi o sul carretto: i passanti allora si fermavano per riposarsi
e dire una preghiera. La strada era
polverosa d’estate, fangosa d’inverno, tortuosa, e non mancavano i
pericoli…
una via che assomiglia alla vita dell’uomo. L’Arcangelo Michele,
il principe del Angeli, ci proteggerà nel cammino, alleggerirà la
stanchezza, dissiperà dubbio, ci infonderà fiducia; darà leggerezza ai
nostri passi e la forza di pregare.
Voce del pellegrino:
Dobbiamo pregare. E perché?
Pastore:
Dobbiamo arrivare a
Mellito e ci vuole fiato. La preghiera per l’anima è come il respiro, non se
ne può fare a meno. Là entreremo in una porta aperta da Dio per incontrarlo,
e la
apre sua madre Maria, la Madonna delle Grazie. Chi non sente il bisogno di
pregare, non si accorgerà del santuario e passerà oltre. Continuerà a vagare
senza respiro, senza pace.
Voce del pellegrino:
Quanto tempo fa hai
varcato quella porta? Non sembri molto giovane. Qual è il tuo nome?
Pastore:
Gli anni non hanno
importanza. E il mio nome è…
puoi chiamarmi il Pastore di Mellito.
Ci sono molte leggende su di me, come quella del ritrovamento
dell’immagine della Vergine in fondo al Pozzo di Mellito, dell’apparizione
in sogno, ma sono solo leggende, pie leggende. Melitto è nata dalla fede
della gente semplice e laboriosa, ascoltando le Sacre Scritture, meditando
durante le lunghe notti d’estate sotto il cielo stellato dopo le fatiche del
giorno. Mellito
è scaturita dai pensieri cullati dalla brezza della campagna.
Voce del pellegrino:
Ci dai sicurezza e ci fai sognare,
dolce pastore di Mellito. Ora, la gente si è radunata, possiamo andare?
Ci è venuta voglia anche di pregare.
Pastore:
Andiamo. Reciteremo il Rosario
meditando su tre misteri gloriosi
della domenica: Gesù risorge, ascende al Cielo e invia lo Spirito Santo
sulla Vergine Madre e sugli Apostoli…
Ave Maria, piena di grazie…
Voce del pellegrino:
Abbiamo invocato la Vergine
Madre di Dio e in noi è cresciuto il desiderio di vedere il volto del suo
Figlio Gesù. Pastore, hai
un’altra preghiera da prestarci lungo il cammino?
Preghiera
per ritrovare la via
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Vergine santa, Madonna delle Grazie, rendi dritta la via tortuosa
che conduce a Te e al tuo Figlio in terra di Mellitto, come erano
dritti i viali
che conducevano agli antichi templi. Noi, attratti ogni giorno da
altre vie più facili e da altri canti seducenti, scartiamo la
via silenziosa, dolorosa, della Croce. Tu, aiutaci a ricomporre la
processione delle nostre famiglie, della comunità parrocchiale,
della società civile, e trasformala in cammino lieto e ordinato, in
una liturgia della vita verso
la pace e l’amore reciproco. Cammina con noi, prendici per mano,
guida i nostri passi. Tuo figlio Gesù ha detto: venite in disparte,
in un luogo solitario e riposatevi un poco. Portaci tu, per sentire
il profumo della terra che si leva a Dio come incenso di lode.
Aiutaci ad amare il dono
della creazione e tutto ciò che essa contiene, come gli ulivi, i
mandorli, le vigne e le querce della nostra terra. Facci respirare
l’alito dello Spirito che fecondò il tuo seno. Amen.
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