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Maria SS. di Mellitto
 Venerata in Grumo Appula (Bari)


Novena 2003

di Don Tommaso Mastrandea
 

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L’INCONTRO CON IL PASTORE


Cappella S. Michele
 


Voce del pellegrino:

Pastore, siamo pellegrini di Grumo che vogliono andare
 a venerare la Madonna di Mellito, vuoi condurci tu al santuario?

Pastore:

Volentieri. Raduniamoci qui dove comincia la via della Selvella,
davanti alla cappella di San Michele, molto antica. La data sull’architrave un po’ cancellata dal tempo dice: A. D. 1692. Sull’altare, all’interno c’è una data molto più antica: 1600. Quanta gente è passata di qui per andare a Mellito: giovani, anziani, contadini, signori, le loro donne, bambini, pellegrini... ognuno con storie diverse. Una volta non c’erano le automobili o i
trattori, che non ti danno tempo di fermarti, di farti un segno di croce. Si andava a piedi o sul carretto: i passanti allora si fermavano per riposarsi e dire una preghiera. La strada era
 polverosa d’estate, fangosa d’inverno, tortuosa, e non mancavano i pericoli…
una via che assomiglia alla vita dell’uomo. L’Arcangelo Michele,
il principe del Angeli, ci proteggerà nel cammino, alleggerirà la stanchezza, dissiperà dubbio, ci infonderà fiducia; darà leggerezza ai nostri passi e la forza di pregare.

Voce del pellegrino:

Dobbiamo pregare. E perché?

Pastore:

Dobbiamo arrivare a Mellito e ci vuole fiato. La preghiera per l’anima è come il respiro, non se ne può fare a meno. Là entreremo in una porta aperta da Dio per incontrarlo, e la
 apre sua madre Maria, la Madonna delle Grazie. Chi non sente il bisogno di pregare, non si accorgerà del santuario e passerà oltre. Continuerà a vagare senza respiro, senza pace.

Voce del pellegrino:

Quanto tempo fa hai varcato quella porta? Non sembri molto giovane. Qual è il tuo nome?

Pastore:

Gli anni non hanno importanza. E il mio nome è…
puoi chiamarmi il Pastore di Mellito.
 Ci sono molte leggende su di me, come quella del ritrovamento
 dell’immagine della Vergine in fondo al Pozzo di Mellito, dell’apparizione in sogno, ma sono solo leggende, pie leggende. Melitto è nata dalla fede della gente semplice e laboriosa, ascoltando le Sacre Scritture, meditando durante le lunghe notti d’estate sotto il cielo stellato dopo le fatiche del giorno. Mellito
 è scaturita dai pensieri cullati dalla brezza della campagna.

Voce del pellegrino:

Ci dai sicurezza e ci fai sognare, dolce pastore di Mellito. Ora, la gente si è radunata, possiamo andare?
Ci è venuta voglia anche di pregare.

Pastore:

Andiamo. Reciteremo il Rosario meditando su tre misteri gloriosi
della domenica: Gesù risorge, ascende al Cielo e invia lo Spirito Santo sulla Vergine Madre e sugli Apostoli…
Ave Maria, piena di grazie…

Voce del pellegrino:

Abbiamo invocato la Vergine Madre di Dio e in noi è cresciuto il desiderio di vedere il volto del suo Figlio Gesù. Pastore, hai
un’altra preghiera da prestarci lungo il cammino?

Preghiera per ritrovare la via


Vergine santa, Madonna delle Grazie, rendi dritta la via tortuosa che conduce a Te e al tuo Figlio in terra di Mellitto, come erano dritti i viali
che conducevano agli antichi templi. Noi, attratti ogni giorno da altre vie più facili e da altri canti seducenti, scartiamo la  via silenziosa, dolorosa, della Croce. Tu, aiutaci a ricomporre la processione delle nostre famiglie, della comunità parrocchiale, della società civile, e trasformala in cammino lieto e ordinato, in una liturgia della vita verso
la pace e l’amore reciproco. Cammina con noi, prendici per mano, guida i nostri passi. Tuo figlio Gesù ha detto: venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un poco. Portaci tu, per sentire il profumo della terra che si leva a Dio come incenso di lode. Aiutaci ad amare il dono
della creazione e tutto ciò che essa contiene, come gli ulivi, i mandorli, le vigne e le querce della nostra terra. Facci respirare l’alito dello Spirito che fecondò il tuo seno. Amen.
 
 


 




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