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Voce del nuovo pellegrino:
Ascoltami, Pastore che guidi i
pellegrini verso Mellito, posso unirmi a voi nel viaggio e nella preghiera?
Arrivo da lontano, sono stato via tanto tempo, ma sono di Grumo.
Pastore-guida:
Sei il benvenuto, c’è ancora un po’
di strada per arrivare al santuario. La giornata è tersa, calda, ma ci
permette di osservare bene la campagna, i muretti di pietra, le antiche
casedde di pietre a forma di trullo. Qui, all’avvicinarsi delle Murge,
la pietra non manca. La terra poggia su un sottosuolo carsico, roccioso,
eppure qui affondano le radici degli ulivi, dei mandorli, delle vigne, delle
querce (tracce di un’antica selva e territorio di caccia). I contadini in
passato hanno divelto metro
per metro le pietre dalla terra, per renderla
coltivabile. E quelle pietre sono servite, appunto, per fare i muretti e
casedde.
Voce del nuovo pellegrino:
Ho ascoltato i tuoi discorsi presso la
chiesetta della Trinità e sentito che recitavate il Rosario lungo la via.
Vorrei farti alcune obiezioni su queste pie devozioni. Non credi che,
andando verso
Mellito, ci allontaniamo dalla Chiesa, con la lettera
maiuscola?
Nella Chiesa-Comunità-Parrocchia c’è tutto quanto occorre alla
fede cristiana:
si proclama la Parola di Dio, si celebra l’Eucarestia, si
amministrano i sacramenti, si spiega la dottrina cristiana con la catechesi.
La centralità della Liturgia, che attualizza gli avvenimenti del passato e
contiene tutta la fede salvifica, non richiede altro.
Pastore-guida
Hai detto bene, sei ben preparato.
Per risponderti prendo in prestito le parole di Giovanni di Paolo II,
scritte nella lettera
apostolica “Rosarium Virginis Mariae”.
La preghiera
del Rosario “non solo non si oppone alla Liturgia, ma le fa da supporto,
giacché ben la introduce e la riecheggia,
consentendo di viverla con
pienezza di partecipazione interiore, raccogliendone frutti nella vita
quotidiana”.
l Rosario è una preghiera rivolta alla Madre di Dio per
contemplare il “volto di Cristo”, attraverso la meditazione dei misteri
tratti dai santi vangeli e dai dogmi della fede cristiana:
cominciando
dall’Incarnazione, al ministero terreno di Gesù, alla Passione, alla
Risurrezione, alla discesa dello Spirito Santo,
fino all’assunzione di Maria
in cielo.
Voce del nuovo pellegrino:
Conosco i misteri del Rosario.
Gaudiosi, o misteri della gioia, che si recitano il lunedì e il sabato;
dolorosi, o misteri del dolore, per pregare il martedì e il venerdì;
luminosi, o misteri della luce, il giovedì; gloriosi, o misteri della
gloria, proclamati il mercoledì e la domenica. Ma vorrei ancora obiettare
che il Rosario non è ben visto nel dialogo ecumenico con i fratelli separati
delle chiese d’oriente e d’occidente. Ho vissuto nel nord Europa a contatto
con gli Anglicani, i Presbiteriani, gli Evangelici, in una parola, con le
chiese protestanti; ed ho viaggiato nel paesi dell’est, tra i cristiani
ortodossi. Anche per loro la devozione mariana crea difficoltà alla
comunione di fede.
Pastore - guida:
Forse ti riferisci ad alcune forme
esteriori sbagliate di fanatismo religioso, ma il culto autentico alla Madre
di Dio è sempre stato fin dall’antichità, in oriente e occidente, un culto
orientato a Cristo Signore, che rimane il centro della fede cristiana.
Citando il Concilio Vaticano (Lumen gentium, n. 6), Giovanni Paolo II afferma: “quando è onorata la Madre, il Figlio (…) sia debitamente
conosciuto, amato, glorificato”.
E aggiunge: “Se riscoperto in modo
adeguato, il Rosario, è un aiuto, non certo un ostacolo all’ecumenismo” (Rosarium
Virginis Mariae, n. 4).
Voce del nuovo pellegrino:
Mia madre portava sempre in tasca la
corona di grani che infinite volte è passata tra le sue dita. La vedo seduta
accanto all’uscio di casa al calar della sera, mentre prega insieme ad altre
donne, ad altre madri. Ora capisco. Da lei ho appreso la fede cristiana e le
principali regole della vita. Ed ora che non c’è più, la sento vicina più
che mai, e mi pare di riudire la sua voce e il coro che risponde “Santa Maria, Madre di Dio…”.
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Preghiera
del pellegrino venuto da lontano
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Vergine di Mellito, raduna i figli
lontani. Le circostanze della vita possono averli allontanati dalla fede, ma
non dal tuo cuore di Madre. Possono averli indotti in errore,
nell’indifferenza, nella miseria morale e materiale, ma tu non li hai
lasciati mai soli. Tu conosci i momenti della loro tristezza e solitudine,
le loro delusioni, i fallimenti, il loro orgoglio, le lacrime di ribellione,
e hai atteso in silenzio, come tutte le madri. In fondo hanno sempre
desiderato di tornare a casa, pur avendo smarrito la via. Ritornare da Te
significa incontrare il perdono di Tuo Figlio, ricominciare come fratelli,
tutti figli dello stesso Padre, nella stessa casa che è la Chiesa. Nostra
speranza, Vergine Maria, raduna i tuoi figli lontani, ovunque essi siano,
per le vie di Grumo
o per le vie del mondo. Ti preghiamo, ascoltaci.
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