|
La “Madonna di Mellito” è il nome
popolare della Madonna venerata in una chiesetta eretta a Mellito, contrada di
campagna del territorio di Grumo Appula (Bari). La Chiesetta e l’immagine che vi
si venerano risalgono, più o meno, allo stesso periodo della Madonna di Monteverde, 16° secolo, come si deduceva da una iscrizione in latino posta
sull’urna che proteggeva la sacra immagine .
Dal 1973 il santuario di Mellito
per decreto della Congregazione del Clero è sotto la giurisdizione della
Parrocchia di Monteverde di Grumo.
L’urna protettiva è stata rimossa,
dopo la scoperta di un affresco retrostante, di cui parleremo in seguito,
scoperta che ha fatto decadere la convinzione che il volto della Vergine con
bambino fosse una pittura rupestre, immagine che, secondo la leggenda, fu
trovata da un pastore in fondo al pozzo adiacente alla Chiesa (Pozzo di Mellito,
dove gli animali andavano ad abbeverarsi). In sogno, poi, la Madonna chiese al
pastore che proprio lì fosse eretta una chiesa in
suo onore.
Leggenda, storia e tradizioni si
intrecciano quando si parla della Madonna di Mellito. Gli elementi agresti e
salubri del luogo si intrecciano alla pietà cristiana del pane benedetto da
distribuire ai più bisognosi e ad altre tradizioni tutt’oggi vive. Simboli di
tutto ciò sono: il Pozzo di Mellito, con le sue acque fresche e “quasi
miracolose”; le “panelle” benedette e distribuite ai devoti in occasione della
solenne festa estiva; e infine la processione-pellegrinaggio della popolazione,
da Grumo alla Chiesa di Mellito (9 km.) con l’immagine statuaria della Madonna
costruita a somiglianza di quella di Monteverde.
Il vero titolo mariano della
Madonna di Mellito, che dà contenuto alla fede e alla devozione dei Grumesi, è
“Madonna delle Grazie”. Parte di qui il nostro
pellegrinaggio-novena che attraverserà il territorio grumese per giungere a
Mellitto. Lungo il percorso leggeremo le Sacre Scritture, pregheremo recitando
il Rosario, chiederemo le grazie, soprattutto la della nostra conversione,
memori delle parole di nostro Signore Gesù che iniziò il suo ministero
pubblico sulla terra predicando e dicendo “Convertitevi e credete al Vangelo”.
La preghiera del Rosario e la
meditazione dei suoi misteri ci guiderà lungo il cammino, aiutati dall’invito
del Santo Padre che lo scorso ottobre ha proclamato il 2003 “Anno del Rosario”.
“Il Rosario, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal
cuore
cristologico… con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria,
per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo
e all’esperienza della profondità del suo amore”.
“Recitare il Rosario non è
altro che contemplare con Maria il volto di Cristo”
(Giovanni Paolo II, Lettera
Apostolica Rosarium Virginis
Mariae, nn. 1, 3).
|